Ti piace camminare?

Trekking a Baunei

“Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso….”

Soprattutto quando il tuo cammino si incrocia con il nostro magico territorio…
Baunei offre ai suoi ospiti percorsi di varia difficoltà..e di impareggiabile bellezza…cammini immersi nella macchia mediterranea che all’improvviso si aprono e offrono un’esplosione di colori e panorami che sarà difficile dimenticare…
Per chi ama i soli rumori del vento che accarezza le foglie…lo scalpitio degli scarponi che si (agganciano) a questa terra ricca di storia..e al massimo il grugnire di qualche simpatico porceddu…Baunei non vi deluderà…
I nostri consigli:

SELVAGGIO BLU

“L’eccitazione per la grande bellezza del luogo si impadronisce di noi. Vinto dalla curiositá trovo un passaggio, per la veritá non facile, che per una cengia mi permette di entrare nella grande falesia che scende con i suoi trecento metri sul mare, fra le proteste dei gabbiani e le urla dei falchi. Questa grande parete é pulsante di vita, ne sono avvolto, tutto sembra girare, i looping degli uccelli ingigantiscono questo fremito di vita, e io, aggrappato ad uno dei pochi alberi che vi crescono, rimango ipnotizzato. Questo brulichio vivente mi sovrasta, scandito dal lontano ritmare scrosciante del mare. Vita verticale che le grandi pareti delle Alpi cosí pure e asettiche non riescono ad avere. Qui tutto gira, si muove, urla, stride, sale e scende, il vento mescola tutto, le dimensioni si alterano.”
- Mario Verin – ALP 1988
Se si decide di percorrerlo seguendo l’itinerario originale, il selvaggio blu richiede un notevole impegno, un buon allenamento fisico, buone capacità di orientamento e conoscenza di alcune tecniche di alpinismo. La sua durata varia dai 6 o 7 giorni.
Per coloro che sono interessati al trekking ma temono il suo lato più impegnativo, facciamo presente che tutte le cooperative o associazioni escursionistiche che propongono il selvaggio blu permettono di personalizzare l’itinerario in base alle proprie capacità, è quindi possibile percorrerlo solo in parte riducendo il numero dei giorni, limitarlo alle tappe meno impegnative o addirittura evitare i tratti più difficili passando per le codule e mulattiere dell’ interno ed evitando così i passaggi che richiedono capacità alpinistiche.

CALA GOLORITZE’

Dall’abitato di Baunei si prende la strada in salita che raggiunge l’altopiano del Golgo (direzione Golgo – Chiesa di S.Pietro), si segue la strada principale finchè un bivio sulla destra (indicante Punta Goloritzè) ci permette di raggiungere il parcheggio di Su Porteddu. Il parcheggio custodito, è a pagamento per tutto il periodo estivo. Lasciata la macchina si prosegue a piedi lungo la mulattiera rimessa in sesto dal comune fino a raggiungere il Bacu Goloritzè, da qui si prosegue lungo il canalone senza possibilità di sbagliare fino a raggiungere la bellissima cala. Lungo il percorso si possono ammirare i resti di alcuni ovili e una natura intatta e selvaggia.

CENGIA GIRADILI PEDRA LONGA

Dall’abitato di Baunei si seguono le indicazioni per il Golgo e la Chiesa di San Pietro, una volta raggiunto l’altipiano si imbocca la prima sterrata verso destra (indicazione Monte Ginnircu)e si procede fino a notare un serbatoio per l’acqua, si prosegue ancora e al primo bivio si svolta a destra. Si continua quindi sulla sterrata principale che scende verso valle (Bacu Orrolossi), si supera in salita un primo tornante e si parcheggia dopo un secondo in prossimità del cancello dell’ovile Us Piggius. Si prosegue a piedi oltre il cancello, (ne incontreremo diversi lungo la prima parte del sentiero e andranno tutti accuratamente richiusi) e si attraversa in discesa la zona dell’ovile fino a raggiungere una seconda recinzione in legno, oltrepassata la quale si procede in discesa fino a raggiungere in breve l’inizio della cengia Giradili.
Il panorama è davvero unico e maestoso: alla nostra sinistra le falesie di Punta Giradili alla cui base si sviluppa la mulattiera costruita dai carbonai; essa è ancora in ottime condizioni dopo più di cent’anni dalla sua costruzione. Alla nostra destra, in lontananza, le bellissime falesie a strapiombo di Punta Argennas, poco più avanti di noi lo strapiombo e in basso la vallata che termina in uno scenario fantasy con lo straordinario monumento nazionale della guglia di Pedra Longa o Agugliastra. Proseguendo lungo la cengia si oltrepassa una sorta di arco naturale formato dai massi precipitati dalle falesie e prima che la cengia si esaurisca si comincia a scendere ripidamente tra la macchia fino a raggiungere la base delle pareti, qui, proseguendo verso nord-est lungo un fitto bosco si raggiunge la grotta di S’Erriu Mortu, che merita sicuramente una visita. Continuando invece lungo il greto si prosegue nella macchia in direzione sud fino a intercettare le tracce di un sentiero che poi diventa ben largo e battuto e prosegue fino a Pedra Longa. Deviando invece sulla sinistra prima di risalire la mulattiera che porta alla guglia, è possibile raggiungere il mare proprio in prossimità di una sorgente che termina qui il suo corso.

Vivere la montagna con chi ha trasformato la sua passione in professione è il modo più intelligente e sicuro per scoprire quei luoghi e quelle tradizioni che spesso sono ai margini dei percorsi più conosciuti.